Associazione
 "insieme tra famiglie"

 

Perché l’Associazione
Lo statuto
Il regolamento
La Giunta esecutiva
Il Libro

 

 

 

 

CASA DI S. ANTONIO AL BOSCO
Associazione «Insieme, tra famiglie»
Un connubio che non può essere scisso

 
Quale migliore presentazione se non quella di Mons. Bonicelli?

La storia di questo luogo, eremo, monastero, parrocchia, cascinale, casa, abbraccia circa mille anni e tutto sembrava ormai sepolto nella polvere, quando……Quando un gruppo di volenterosi cominciarono a ripulirlo, a frequentarlo, a ravvivarlo, a completarlo fino a farlo diventare il Centro delle iniziative dell’Ufficio Diocesano della Famiglia.
Niente produce niente, si sa. Ma talvolta, poco, usato con intelligenza e decisione, apre la strada a molto.
E’ quello che è successo a S. Antonio al Bosco. Ne sono fiero anch’io e porterò nel cuore questa opera come segno della bontà del Signore e della buona volontà di tanta brava gente.
Della bontà del Signore davvero non c’è da dubitare. Ma degli uomini? Ecco: i vari raggruppamenti che si congiungono nell’impegno dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare hanno dato origine ad un’Associazione “Insieme tra famiglie” e lentamente come formiche operose e industriose, hanno predisposto un piano di recupero e di consolidamento della Casa e poi un programma aperto alle varie iniziative di gruppi, di associazioni, di parrocchie della Diocesi.
E, a quello che vedo, il calendario è sempre molto pieno.

Mons. Gaetano Bonicelli

 E quale migliore cronistoria, se  fatta da Mons. Ferdinando Neri?

 … Con alcune coppie di sposi, che all’epoca promuovevano nella diocesi di Siena la pastorale familiare, vedemmo la necessità di aprire un cantiere dove proporre concretamente l’esercizio di questo nuovo modo di essere Chiesa. Lo spazio dell’abitazione in condominio era troppo angusto per realizzarlo e quello delle sale parrocchiali troppo anonimo. Occorreva trovarne un altro intermedio che conservasse il calore delle pareti domestiche.

 … Nel frattempo per le nuove iniziative di formazione cominciammo a chiedere ospitalità a case religiose e conventi. Indimenticabile il conventino della Maddalena, in quel di Montepulciano. I frati cappuccini avevano ristrutturato l’antico edificio in perfetto stile francescano modificandone la destinazione d’uso. Una parte era divenuto casa di accoglienza per piccoli gruppi che desiderassero ritirarvisi in preghiera e meditazione. Vi trascorremmo giornate serene e molto proficue. Ma le cellette non consentivano alle famiglie di  potervisi riunire. Alla spiritualità monastica, che nei secoli tanto ha arricchito la Chiesa, sentivamo che se ne doveva aggiungere un’altra più comunitaria, che avesse le caratteristiche di famiglia.

… Abituati come siamo a intravedere l’intervento divino nelle vicende umane, non ci pare azzardato affermare che giungemmo allora, senza clamore, ad un importante appuntamento: il patrimonio delle tradizioni cristiane, affidato alla famiglia e trasmesso spontaneamente da una generazione all’altra, stava ormai per esaurirsi. Si girava pagina, un nuovo capitolo attendeva di essere scritto. Con quel gruppo di famiglie, che si sentiva chiamato a prendere a cuore la salvezza della famiglia, nei termini indicati dallo Spirito Santo ai vescovi riuniti con il Papa in Sinodo, stava impiantandosi un nuovo vivaio. Ed ora una casa facilmente accessibile, a disposizione ogni fine settimana, veniva a rappresentare un mezzo per trasformare da saltuario a permanente l’accompagnamento delle coppie di coniugi a vivere il matrimonio sacramento. Il sogno stava per diventare realtà. Siamo ormai giunti alla fine degli anni ottanta: il cantiere della pastorale familiare ha trovato il luogo dove fissare la sua sede operativa.

… Intanto altre coppie di sposi si affiancano ai pionieri, alcuni dei quali già ci hanno preceduto nella casa del Padre, e danno vita ad un’associazione intitolata «Insieme, tra famiglie» che si propone di gestire l’immobile, in contatto costante con l’ufficio per la pastorale familiare che programma e coordina le iniziative.

… “Non è bene che l’uomo sia solo” (Gen 2,18). Forse a questa verità, piantata agli inizi del cammino dell’umanità, dobbiamo far risalire la vocazione di S. Antonio al Bosco. Una verità che ha assunto, nel correr della storia, significati diversi. Per Adamo rappresentò la ricerca appassionata e poi l’entusiastica accoglienza di Eva. Per i Padri del deserto, tra cui ricordiamo S. Antonio abate, significò il ristoro spirituale dell’incontrasi nel sacro cenobio. Per l’uomo e la donna di oggi, in mezzo al frastuono e all’agitazione della vita, è approdare ad un’oasi per ritrovare se stessi, l’intimità di coppia perduta, la vita fraterna di comunità.

 … Oggi l’ex monastero vive una nuova stagione, ma s’ispira ancora a quell’ideale evangelico. “Padre, che siano perfetti nell’unità” (Gv 17,23). Quasi ogni fine settimana Casa S. Antonio è ravvivata dalla presenza di famiglie. Ogni mese vi si incontrano per celebrare la riconciliazione che, mentre fa assaporare la dolcezza dell’abbraccio del Padre, rinsalda l’affettuoso legame tra gli sposi. Giornate di ritiro per coppie di fidanzati e/o di sposi vi si svolgono con sempre maggiore frequenza. E alla fine dell’estate, quando le foglie degli alberi intorno al laghetto cominciano ad arrossire, vi si celebra un gradito appuntamento annuale con la settimana della famiglia. Allora la casa, ormai completamente restaurata, esplode della tipica gioia della grande famiglia.

Da «Torna a fiorire il tronco antico» di mons. Ferdinando Neri

Appendice conclusiva del libro «S. Antonio del Bosco» del prof. Mario Filippone

Editrice Tipografia Senese 2001

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Lo statuto

Art. 1 - E' costituita con sede nel comune di Poggibonsi (Siena) in Loc. S. Antonio 1 l'Associazione "Insieme, tra famiglie". Tale indirizzo potrà essere variato con semplice deliberazione della giunta esecutiva previa comunicazione alle autorità competenti.
Art. 2 - L'associazione senza fine di lucro, è espressione dell’Ufficio Diocesano della Famiglia della Diocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, ed ha per scopo istituzionale quello di promuovere e sostenere iniziative atte a mantenere viva l'attenzione sulle famiglie e sulle sue problematiche. L'associazione si prefigge di realizzare tali scopi con i seguenti tipi di intervento:
• gestire attività formative e spirituali per fidanzati e sposi;
• organizzare incontri, dibattiti, seminari sulle tematiche che possono coinvolgere la famiglia;
• dare sostegno e promozione delle famiglie in difficoltà;
• far conoscere i valori insiti nel sacramento del matrimonio;
• porsi come strumento operativo dell'Ufficio Famiglia diocesano;
• contribuire con iniziative, anche di ordine economico, alla sistemazione e manutenzione della Casa di Sant'Antonio al Bosco, assegnata dalla diocesi all'Ufficio Famiglia;
• creare, promuovere, sostenere e gestire strutture, centri di accoglienza, case di ritiri ed ambienti in genere che possono essere validi punti di riferimento e aiuto per la crescita delle famiglie;
• promuovere, partecipare e dare sostegno morale ed economico, a tutte quelle iniziative che possono essere necessarie per perseguire le finalità dell'associazione.
Art. 3 - L'associazione, in funzione del perseguimento degli scopi istituzionali, potrà stipulare accordi, contratti e convenzioni, instaurare rapporti e collegamenti con Ènti o soggetti pubblici e/o privati, purché sia sempre garantita la propria indipendenza e la propria operatività istituzionale.
Art. 4-Icompiti istituzionali dell'Associazione sono svolti prevalentemente mediante l'opera di volontari non retribuiti e professionalmente idonei ad attendere agli stessi compiti con spirito di solidarietà, di umanità, di rispetto e di riservatezza. In taluni casi, tuttavia, è previsto, nell'ottica di rendere un servizio migliore, il ricorso alle prestazioni onerose di Enti o Cooperative, di Terzi prestatori autonomi d'opera e di servizi, in relazione alla specialità ed alle caratteristiche qualitative e tecniche dei servizi da prestare.
Art. 5 - Il numero dei soci è illimitato. Possono assumere la qualità di socio tutti i cittadini comunitari , nonché i non comunitari residenti e in regola con le leggi vigenti.
Eccetto i soci fondatori, per acquisire la qualità di socio occorre presentare specifica domanda al Presidente dell'Associazione. L'ammissione di nuovi soci viene deliberata dalla Giunta Esecutiva. L'associato può sempre recedere dall'Associazione. La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto al Presidente ed ha effetto immediato.
Art. 6 - Oltre ai casi previsti dalla legge, la qualità di socio si può perdere quando il socio compie azioni o persegue interessi incompatibili con le finalità dell'associazione, o comunque in contrasto con i principi dell'etica sociale e della solidarietà umana, ovvero quando non risulta in regola con il pagamento della quota associativa per più di due anni consecutivi, salvo che non vi abbia provveduto dopo l’avvenuta comunicazione scritta del Presidente. In tali casi spetta alla giunta esecutiva accertare le predette circostanze e deliberare l'espulsione dei soci cui le stesse sono riferibili.
Art. 7 - Il patrimonio sociale è formato:
• dalle quote associative;
• da eventuali fondi costituiti con gli eventuali avanzi di gestione;
• da contributi e sussidi di varia natura versati da Enti e soggetti pubblici e privati;
• da donazioni, lasciti per disposizioni testamentarie, legati da parte di enti e soggetti pubblici e privati previa autorizzazione governativa;
• da ogni altro bene strumentale di cui il Centro abbia acquisito la proprietà in ordine al perseguimento delle finalità istituzionali.
Art. 8 - L'esercizio sociale coincide con l'anno solare e cioè inizia dal primo Gennaio e termina il trentuno Dicembre di ogni anno. Tutti gli atti di gestione sono riferiti all'esercizio di competenza in cui si realizzano. Al termine di ogni esercizio la Giunta Esecutiva predisporrà il bilancio consuntivo di gestione corredato dai documenti di rito, da approvarsi da parte dell'assemblea dei soci entro il primo semestre dell'anno sociale successivo.
Art. 9 - Gli organi dell'associazione sono:
• il Presidente;
• la Giunta Esecutiva;
• l'Assemblea dei soci.
Il Presidente viene scelto dalla Giunta esecutiva all’interno della coppia responsabile dell’Ufficio Famiglia Diocesano e dura in carica per il tempo corrispondente al mandato dell’Ufficio Famiglia. Qualora detto Ufficio non sia rappresentato da una coppia di sposi, la Giunta esecutiva convoca una assemblea straordinaria per l’elezione del Presidente. La persona che svolge il ruolo del Presidente deve essere socio dell’Associazione. All’interno della Giunta esecutiva viene eletto il Vice Presidente. La Giunta esecutiva viene eletta dall’Assemblea dei soci.
Il Presidente, il Vice presidente ed i componenti della Giunta Esecutiva prestano la loro opera gratuitamente.
Art. 10 - La Giunta esecutiva dura in carica per tre anni. I soci facenti parte di questo organo sono rieleggibili fino a tre mandati consecutivi
Art. 11 - Il Presidente ha potere di firma e la rappresentanza legale della
Associazione. Il Presidente ed in sua assenza il Vice Presidente convoca e presiede la Giunta Esecutiva e ne attua le deliberazioni.
Può prendere provvedimenti eccezionali ed urgenti che dovrà sottoporre tuttavia
all'approvazione della Giunta Esecutiva da convocare entro cinque giorni.
La Giunta si compone, oltre che dal presidente, da sei membri. E' convocata dal
Presidente stesso, oppure su richiesta congiunta di almeno tre membri. Alle
riunioni della Giunta Esecutiva possono partecipare anche soggetti esterni solo
con funzioni consultive.
Il Presidente, i componenti della Giunta Esecutiva e gli eventuali consulenti o
partecipanti a norma della disposizione precedente, sono vincolati dal segreto di
ufficio.
Art. 12 - L'assemblea è convocata dal Presidente a mezzo di lettera con preavviso
non inferiore a dieci giorni, almeno una volta all'anno, per stabilire gli
orientamenti generali dell'Associazione, nominare le cariche, quando del caso,
approvare annualmente i bilanci preventivi ed i conti consuntivi.
L'assemblea sarà anche convocata quando ne è fatta richiesta da almeno un
decimo degli associati.
Le deliberazioni dell'assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la
presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Per le delibere assembleari ogni socio si può esprimere con un voto e può rappresentare per delega fino a tre soci.
Per modificare l'atto costitutivo e lo statuto occorre la presenza della metà più uno dei soci ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per deliberare lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Art. 13 - In caso di scioglimento dell'Associazione il patrimonio netto disponibile sarà devoluto ad istituzioni che abbiano le stesse finalità o finalità analoghe a quelle dell'Associazione.
Art. 14 - Al fine di regolare l’attività della gestione della Casa di S. Antonio al Bosco, i soci deliberano di darsi un regolamento, di cui alleghiamo copia al presente statuto, delegando la giunta a rivederlo e modificarlo qualora si manifestassero inadeguatezze.
Art. 15 - Per quanto non previsto il seguente statuto si fa rinvio alle norme del
codice civile vigenti in materia.

 

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Il regolamento

Al fine di facilitare il funzionamento dell'Associazione "Insieme, tra famiglie", in particolare per l'attività di gestione della Casa di S. Antonio al Bosco, i soci deliberano di darsi il seguente REGOLAMENTO impegnandosi a rivederlo e modificarlo qualora si manifestassero inadeguatezze.
Art. 1 - Con riferimento all'Art. 5 dello Statuto, per l'ammissione dei soci la quota associativa annuale verrà proposta dalla giunta esecutiva e approvata dall'assemblea. I sostenitori ed i finanziatori delle Casa di S. Antonio, possono diventare soci a loro richiesta. In tal caso la quota associativa verrà detratta dalla contribuzione per il restauro della Casa di S. Antonio e versata all'Associazione.
Art. 2 - L'ammissione a socio comporta l'accettazione integrale delle norme statutarie.
Art. 3 - Per le delibere assembleari, ogni socio si può esprimere con un voto e può rappresentare per delega fino a tre soci.
Art. 4 - Avendo l'Associazione, su delega dell'Ufficio Famiglia, il compito di provvedere alla gestione della Casa di S. Antonio al Bosco (assegnata dalla Diocesi all'Ufficio Famiglia per svolgervi attività proprie) al fine di disciplinarne l'uso stabilisce che l'Ufficio Famiglia ha la priorità nell'utilizzo della Casa. Al fine di permettere la predisposizione di un calendario di utilizzazione della Casa, l'Ufficio comunicherà al Presidente della Giunta, entro il settembre di ogni anno, un programma di massima delle attività che intenderà svolgervi.
Art. 5 - Tutti coloro che intendono utilizzare la struttura, dovranno fare richiesta al Presidente della Giunta, o chi per esso, dichiarando le motivazioni dell'utilizzo.
Art. 6 - Per l'accoglimento delle domande di utilizzazione della Casa, saranno preferite le richieste provenienti da:
• gruppi parrocchiali di famiglie;
• gruppi di aderenti a movimenti o ad associazioni che operano nell'ambito della spiritualità familiare;
• attività pastorali della Diocesi.
Per iniziative diverse le Giunta Esecutiva esaminerà l'opportunità di
concedere l'uso della Casa, tenuto conto degli impegni prioritari
sopraelencati.
Art. 7 - Tenuto conto che la gestione e la manutenzione della casa è basata esclusivamente sui contributi volontari e sulle quote sociali, resteranno a carico del gruppo utilizzatore le spese correnti che saranno rimborsate secondo i consumi contabilizzati come da prospetto allegato al presente regolamento, nonché un'offerta volontaria per la manutenzione ed i materiali di consumo. Il gruppo sarà responsabile di eventuali danni non addebitabili a normale usura, impegnandosi a rimborsare l'eventuale danno.
Art. 8 - II gruppo che utilizzerà la Casa anche per i pernottamenti, dovrà munirsi di biancheria da letto e da bagno.
Art. 9 - Le stoviglie e quanto altro è necessario per il soggiorno in dotazione della Casa, sono a disposizione degli ospiti che avranno cura di farne l'uso opportuno e di provvedere in modo da consentire l'immediata utilizzazione da parte dei successivi gruppi.

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La Giunta esecutiva

La giunta esecutiva dell’associazione “Insieme tra famiglie” è cosi composta:

PRESIDENTE:
DONZELLI CLAUDIO

CONSIGLIERI:
AURIGI MARCELLO
CARBONI SIMONE
BRACALI MARCO
CIONCOLINI FABIO
GIARDINI FRANCESCO
VANNUCCHI GUALTIERO

SEGRETARIO
DEGL’ INNOCENTI GIUSEPPE

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Il Libro

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

Nessuno fino ad ora, aveva voluto, o potuto, interessarsi a questo eremo agostiniano dai tanti nomi, che sorge sulle rive di un laghetto nella piana che muovendo da Monteriggioni si affaccia sulla vallata di Colle val d’Elsa.
In dodici brevi capitoli, ne raccontiamo la storia che alcuni potranno trovare noiosa, altri ovvia, ma che certamente è servita a rendere giustizia a tanti monaci che per settecento anni, nel bene e nel male, hanno abitato queste mura e trascorso una vita di preghiera.
Ora la fabbrica dell’antico convento, inabitata e trascurata negli anni, ha ripreso a vivere per merito di un gruppo di laici volenterosi che con grande spirito di iniziativa, ne hanno restaurato i locali per accogliervi coloro che desiderano, nella pace e nel silenzio di quell’antico chiostro, ritrovare se stessi e dare un senso religioso al loro stato di sposi e genitori.
Ed è grazie ad essi che desiderosi di conoscere la storia di questo monastero, che questo lavoro è nato. Ciò basti per dire e perché sono state scritte queste pagine.

P.S. Per coloro che volessero riceverne una copia, potete scrivere a: (e.mail dell’uff. famiglia)

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